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Borseggiatrici e probabile effetto spostamento

Nella giornata di giovedì 16 novembre 2023, il Consiglio dei ministri italiano, riunitosi a Palazzo Chigi, ha approvato tre disegni di legge che introducono nuove norme in materia di “sicurezza pubblica, tutela delle forze di polizia e delle vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso, valorizzazione della specificità del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e di funzionalità dell’amministrazione civile dell’interno, riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale”. Tra queste, spiccano quelle che sono state già ribattezzate “norme anti donne Rom” per la specifica casistica di persone cui sarebbero indirizzate, cioè gruppi di borseggiatrici di tale origine etnica dedite alla pratica del furto nelle stazioni metropolitane e marittime italiane, in particolare quelle di Milano, Venezia e Roma.


Nello specifico, la prima norma prevede che si estenda “la possibilità di disporre il cosiddetto DASPO urbano, previsto per le manifestazioni sportive, anche per vietare l’accesso alle aree di infrastrutture e pertinenze del trasporto pubblico ai soggetti denunciati o condannati per reati contro la persona o il patrimonio”. La seconda norma, invece, recita come “al fine di assicurare la certezza dell’esecuzione della pena nei casi di grave pericolo, si modificano le norme relative al rinvio della pena per donne incinte e madri di bambini fino a un anno di età, in modo da rendere tale rinvio facoltativo anziché obbligatorio.

In tal modo, si allinea la norma a quella che già prevedeva il rinvio facoltativo per le madri di bambini tra uno e tre anni di età. Si prevede, comunque, che la madre con figlio tra uno e tre anni possa scontare la pena, in alternativa rispetto all’istituto penitenziario ordinario (come è attualmente previsto), anche presso l’istituto a custodia attenuata per detenute madri (ICAM). Nell’ipotesi di donne incinte e madri di prole fino a un anno, ove si escluda il differimento della pena per grave pericolo, si prevede sempre e comunque l’esecuzione della pena presso gli istituti a custodia attenuata.

Il problema, infatti, molto sentito dai cittadini, verte attorno all’impossibilità di vedere recluse le responsabili dei furti a causa del loro stato di gravidanza o della presenza di figli a carico fino all’anno di età. L’Art. 146 c.p., al primo e secondo Comma, riporta infatti come “l'esecuzione di una pena, che non sia pecuniaria, è differita: 1) se deve aver luogo nei confronti di donna incinta e 2) se deve aver luogo nei confronti di madre di infante di età inferiore ad anni uno”.



Per tale motivo, e come confessato in alcuni casi dalle dirette responsabili dei borseggi, (divenute tra l’altro note per alcuni video circolati sui social e in alcune trasmissioni televisive, in cui vengono immortalate durante le loro azioni criminali oppure intervistate mentre raccontano la propria storia), le continue gravidanze vengono specificamente utilizzate per godere di una sostanziale impunità, in grado di far guadagnare loro anche diverse centinaia di euro al giorno grazie ai reati commessi. In molti casi, le donne sono già state raggiunte da condanne pari a diversi anni di carcere. Vi è inoltre l’impossibilità di applicazione alcune misure cautelari e/o detentive alternative al carcere, come, ad esempio, gli arresti o la detenzione domiciliari/e o il braccialetto elettronico, per il semplice motivo che spesso risultano essere senza fissa dimora. Infine, ad aggravare la situazione, come ha riportato Eugenio Albamonte, sostituto procuratore della Capitale ed ex presidente dell'ANM, il fatto che l’introduzione della “Riforma Cartabia” permetta di perseguire il reato di furto aggravato esclusivamente a seguito della querela depositata dalla persona offesa. Ciò fa sì che, nel caso questo venga commesso a scapito di un turista presente solo per pochi giorni in Italia e non propenso a denunciare il fatto per non inficiare il proprio rientro in patria, il borseggio rimanga concretamente impunito.


Il fenomeno delle borseggiatrici è noto da diversi anni e ha spesso una connotazione di sfruttamento alle spalle, come riporta la recentissima condanna, presso la Corte d’appello di Torino, di alcuni membri di una famiglia residente nel capoluogo piemontese e rei di aver costretto la figlia minorenne a compiere furti, arrivando a picchiarla e a negarle il cibo nel caso non avesse ottenuto abbastanza refurtiva durante la commissione del reato. La giovane si era presentata spontaneamente dai carabinieri per denunciare la cosa nel 2018, quando aveva soltanto 14 anni.

Alla luce delle nuove norme introdotte dal governo il 16 ottobre, è interessante focalizzarsi su come queste potrebbero influenzare il comportamento delle autrici di reato. Concretamente, laddove uno Stato introduca nel proprio ordinamento una norma recepita come più repressiva da chi ha intenzione di compiere un preciso crimine, oltre a riflettere quanto il Paese che l’ha introdotta ritenga più o meno grave lo specifico reato, agisce anche sulle conseguenze che quest’ultimo produrrebbe, generando un danno maggiore rispetto ai benefici che con tale atto si otterrebbero. In questo caso peculiare, la possibilità di essere punite e incapacitate in una struttura detentiva rappresenta una variabile che può indurre in quello che viene chiamato “effetto spostamento”, spingendo le autrici di reato ad effettuare un cambiamento nella propria strategia in termini di:

·       Tempo, per cui potrebbero rimandare la propria attività criminale a futuri momenti in cui le norme dovessero ulteriormente essere modificate in un’ottica meno repressiva;

·       Geografia, selezionando gli Stati entro cui scegliere di delinquere. Questo fenomeno, denominato “forum shopping”, è oggi agevolato anche dall’evanescenza dei confini posti a limite dei vari Stati europei, grazie alla libera circolazione presente all’interno dell’Unione Europea. Il differente tasso di repressione interno ai diversi Paesi europei spinge soggetti e collettivi criminali ad abbracciare questo tipo di dinamica, optando per quelli in cui le sanzioni vengono percepite come meno severe. In sintesi, Stati membri con un tasso di repressione più elevato tendono ad esportare criminalità, mentre Stati membri con un tasso di repressione più blando tendono ad importarla. La presenza di borseggiatrici presso le stazioni di importanti città europee, come Parigi e Barcellona, è infatti nota da tempo, e potrebbe quindi aumentare a causa dell’arrivo di borseggiatrici dall’Italia in virtù di norme meno repressive, da questo momento in poi, in Spagna e Francia;

· Tattica, in relazione alle modalità con cui il crimine viene commesso al fine di non essere materialmente scoperte o individuate;

·  Obiettivi, cambiando ad esempio i soggetti da vittimizzare;

· Attività delinquenziale, mutando completamente la casistica di crimini commessi in base al fatto che risultino più redditizi e meno costosi in termini di relative, conseguenti sanzioni.

Queste forme di spostamento possono avvenire sia singolarmente che contemporaneamente.


È bene sottolineare, in ogni caso, che il solo inasprimento delle pene può non essere sufficiente in un’ottica di deterrenza del comportamento criminale. Ad esso dovrebbero anche essere accompagnate politiche di “prevenzione situazionale”, cioè l’attuazione di un insieme di misure atte a prevenire il comportamento criminale intervenendo sull’ambiente in cui si teme possa verificarsi l’evento delittuoso, con lo scopo di condizionare la decisione e/o l’abilità del criminale di compiere il reato. Questo tipo di prevenzione è, infatti, particolarmente efficace nel contrasto di forme specifiche di criminalità, come quelle di tipo predatorio, tra le quali può essere ricondotto il borseggio. Le strategie per metterla in atto si basano sull’agire relativamente alle condizioni e ai rischi legati al crimine, rendendo più problematica e rischiosa la sua realizzazione.

Tra queste si possono individuare:


· Programmi di “design ambientale”, tra i quali si può annoverare la ristrutturazione degli spazi con l’aggiunta di telecamere, luci e allarmi per ridurre la possibilità di vittimizzazione;

· Programmi che proteggono i bersagli appetibili rendendoli più difficilmente raggiungibili dai potenziali criminali intenzionati a vittimizzarli;

· Programmi che si basano sul coinvolgimento dei cittadini residenti nella sorveglianza del loro territorio;

· Programmi che prevedono un maggior controllo da parte della polizia, attraverso pattugliamenti e un controllo diretto e quotidiano con i cittadini;

· Programmi che informano i cittadini sugli accorgimenti da adottare per ridurre le possibilità di vittimizzazione nelle diverse situazioni.


Dall’unione di tutti questi accorgimenti, sia normativi che ambientali e situazionali, è possibile che il fenomeno dei borseggi presso le stazioni italiane possa avere un’effettiva remissione.

 

FONTI


ACN. (2019, 13 luglio). A hundred pickpockets operate every day on Barcelona’s metro. CatalanNews.com. https://www.catalannews.com/society-science/item/a-hundred-pickpockets-operate-every-day-on-barcelona-s-metro


Articolo 146 Codice Penale (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398). (2023). In Brocardi.it. https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-v/capo-ii/art146.html


Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 59. (2023, 17 Novembre). www.governo.it. https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-59/24300


D.Tam. (2023, 14 Novembre). Super borseggiatrice con 30 anni di pena da scontare: «Ma non può andare in carcere perché è sempre incinta». Il Messaggero.it. https://www.ilmessaggero.it/italia/borseggiatrice_incinta_venezia-7052249.html


Eckersley, P. (2019, 23 Ottobre). Pickpocket gang who preyed on tourists are sentenced to a total of 113 years. Mail Online. https://www.dailymail.co.uk/news/article-7605207/Pickpocket-gang-preyed-tourists-sentenced-total-113-years.html


Olivo, F. (2023, 17 Novembre). Spezzeremo le reni alle donne incinte. L’orgoglioso giro di vite securitario del governo Meloni. HuffPost Italia. https://www.huffingtonpost.it/politica/2023/11/16/news/ddl_governo_detenute_incinte_nuovi_reati_rivolta_carceri-14148870/


Redazione Ansa (2023, 21 Novembre). Ragazzina costretta a rubare, cinque condanne in appello - Notizie - Ansa.it. Agenzia ANSA. https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2023/11/21/ragazzina-costretta-a-rubare-cinque-condanne-in-appello_b2af606f-9739-48c8-a911-8beac3a96df5.html


Redazione Ansa. (2023, 10 Gennaio). Pm Roma, con riforma Cartabia rischio impunità borseggi e furti. Agenzia ANSA. https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/01/10/pm-roma-con-riforma-cartabia-rischio-impunita-borseggi-e-furti_851c7eae-ecdc-45cd-98f7-ed16e74aa591.html


Rossel, L., Unger, B., & Ferwerda, J. (2022). Shedding light inside the black box of implementation: Tax crimes as a predicate crime for money laundering. Regulation & Governance16(3), 781-800.


Zurlo, S. (2023, March 24). L’eterna impunità delle borseggiatrici del metrò: “Non ci arrestano nemmeno più.” ilGiornale.it. https://www.ilgiornale.it/news/politica/leterna-impunit-delle-borseggiatrici-metr-non-ci-arrestano-2130373.html

 

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