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Palermo - Famiglia sterminata durante un esorcismo. La confessione della minore sopravvissuta.



Una strage che lascia sgomenti, una famiglia distrutta a causa di un esorcismo finito male. Nessun sacerdote esorcista, a scatenare tanto orrore un uomo dalla mente devastata dal fanatismo religioso e dalla paura del demonio. A 20 anni di distanza dal caso di Polistena (Calabria) nel quale una bambina di pochi mesi morì a causa delle percosse dei famigliari che credevano di doverla liberare dal diavolo, oggi l’ossessione per il maligno torna a colpire, e lo fa in maniera spietata.

Altavilla Milicia, provincia di Palermo. In una villetta isolata il muratore 54enne Giovanni Barrecca, probabilmente insieme a due complici, ha portato avanti per un mese un presunto rito di purificazione ai fini di liberare la propria famiglia dal diavolo. L’epilogo si è concretizzato nella notte tra sabato 10 e domenica 11 febbraio. Il “rito”, in realtà, si è rivelato una serie di vere e proprie sevizie.

Il corpo bruciato della prima vittima Antonella Salamone, moglie dell’uomo, è stato trovato sepolto in giardino sotto pochi centimetri di terra. Poi è stata la volta di Kevin (16 anni) ed Emmanuel (5 anni) i cui corpi senza vita sono stati ritrovati sul letto con delle catene al collo.

Barreca avrebbe chiamato i carabinieri per costituirsi confessando: “Ho ucciso la mia famiglia, venitemi a prendere”. Quando gli inquirenti si sono recati sulla scena del crimine hanno trovato l’uomo e Miriam, l’unica figlia superstite di 17 anni. All’inizio si era presa in considerazione l’ipotesi che il padre, per qualche motivo, l’avesse risparmiata. La realtà che è emersa dopo l’arresto è, purtroppo, ancora più inquietante.

La ragazza, su sua stessa ammissione, avrebbe infatti partecipato attivamente alle sevizie sulla madre e sui fratelli, ignorando completamente le disperate richieste della madre di fermarsi e chiamare i carabinieri. Sembra addirittura che, mente in casa si svolgeva l’orrore, la ragazza continuasse a chattare con le amiche, come se nulla fosse. È la minorenne a rivelare i dettagli del massacro:


All'inzio di Febbraio mia madre ha conosciuto una coppia, Massimo Carandente e Sabrina Fina, si dall'inizio dicevano che in casa c'erano i demoni. Allora hanno iniziato a interrogare mamma, chiedendole chi fosse e cosa volesse. Le davano schiaffi e papà li aiutava. Con il passare dei giorni hanno iniziato a non darle da mangiare e a torturarla, picchiandola con una pentola e con un guanto di plastica. Massimo e Sabrina mi avevano convinto di essere pure io vittima di una maledizione da parte della mamma e della nonna. Mi hanno fatto bere moltissimo caffè e poi mi hanno fatto vomitare, ero convinta di aver vomitato i capelli di mia madre, che da piccola mi picchiava, e della nonna. Massimo e Sabrina, ad un certo punto, dormivano a casa nostra e mi hanno chiesto di partecipare attivamente alla torture per il bene della famiglia. Volevano che picchiassi la mamma con una padella ma mi sono rifiutata, l'ho colpita con un guanto di plastica. Mamma è stata ustionata con le pinze del camino e bruciata con l'asciugacapelli incandescente. Hanno riservato lo stesso trattamento anche a mio fratello Emmanuel, mentre lo tenevo fermo. Lui è stato torturato per giorni. Mamma è stata picchiata anche da Kevin, colpita e calpestata da tutti. Anche io l'ho presa a calci sulla schiena. Dopo la sua morte, hanno bruciato il cadavere. Nel frattempo Massimo e Sabrina si sono accaniti su Emmanuel. È stato costretto a bere latte e caffè amaro che gli veniva iniettato in bocca. Insieme a mio padre, Massimo e Sabrina lo hanno legato al letto, lo hanno lasciato così, poi l'hanno ustionato con il phon ad alta temperatura sul corpo e sul viso. Kevin, invece, è stato l'ultimo. Soffriva per il dolore, lo hanno legato al collo con una catena arrugginita e dei cavi elettrici. Gli adulti mi hanno detto di saltargli sulla pancia e l'ho fatto. Questo è successo la sera del sabato. A quel punto mi sono spaventata perché Massimo aveva iniziato a fare domande anche a me ma ad un certo punto tutti se ne sono andati. Mi sono chiusa a chiave nella stanza e mi sono addormentata fino all'arrivo dei carabinieri".

FONTE: ORDINANZA CONVALIDA FERMO DEL TRIBUNALE PER I MINORI DI PALERMO


 

Diverso invece l’atteggiamento di Barreca che, dopo l’arresto, si è chiuso nel silenzio. La cosa probabile è che non abbia agito da solo ma con l’aiuto di Sabrina Fina e Massimo Carandente, anche loro arrestati: avrebbero istigato Barreca all’omicidio, insinuando in lui paure e ossessioni legate al demonio durante continui incontri di preghiera in una chiesa evangelica. È doveroso precisare che, esattamente come nel caso di Polistena, anche questa volta si tratta di un rito fai da te, improvvisato senza alcun supporto della Chiesa, di psicologi o specialisti. Non entrando nel merito della credenza di fede, un dato oggettivo è che solitamente, gli esorcisti autorizzati dai Vescovi si affiancano a psichiatri e psicologi per affrontare i casi delle persone che a loro si rivolgono.


Ma come si è potuto arrivare a tanto? Quale la criminogenesi di questa strage? Come mai, ancora oggi, le persone credono nella possibilità di essere possedute dal diavolo e si rivolgono agli esorcisti?

 

In antropologia culturale per Possessione si intende un fenomeno in cui una entità culturale (dio, angelo, diavolo, spirito ecc.) si impadronisce dell'interiorità e del corpo di un soggetto, sostituendosi a lui, in modo da mutare radicalmente la sua personalità. Per possessione diabolica o demoniaca si intende ovviamente quella in cui è il diavolo l'entità che prende possesso dell'interiorità e del corpo della persona considerata posseduta. Esorcismo è allora quel dispositivo o quel rito officiato da un sacerdote, appositamente nominato da un vescovo per quel compito, che permette l'estromissione del diavolo e quindi la "guarigione".

La sociologia, invece, da tempo fa riferimento alla secolarizzazione, cioè all'eclissi del fenomeno religioso ma la figura del diavolo non sembra conoscere eclissi nell'interesse popolare, sembra anzi essere una componente duratura della cultura italiana. Le cause possono essere lo sgretolarsi delle concezioni razionaliste e positiviste iniziato nel corso del XX secolo; la crisi della ragione e l'emergere del pensiero debole, più in particolare le situazioni di sradicamento sociale e culturale, di mancanza di punti di riferimento di alcuni gruppi sociali e, infine, le situazioni di destabilizzazione della coscienza come nel caso di Palermo.

Secondo invece la psicologia, il demonio è simbolizzazione di una conflittualità edipica esprimibile nella emulazione e nella ostilità, una proiezione all'esterno dei sentimenti di colpa a questo connessi.

Il diavolo conserva dunque la sua popolarità perché messo fuori da noi, giustifica i fallimenti e i mali che ci appartengono per natura e divine l'emblema sul quale è consentito scaricare il nostro rifiuto di prendere consapevolezza del nostro essere. È chiaro però che se si eclissano i demoni come causa della malattia mentale, non sparisce la possessione, la stregoneria e il diavolo come fatti culturali, psicopatologici e sociali.

 

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