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Omicidio Thomas Bricca, perquisite le case dei sospettati ad Alatri: si cerca la pistola, coinvolti

È caccia serrata agli assassini di Thomas Bricca, il 19enne ucciso in una piazza di Alatri (Frosinone) con un colpo di pistola. I carabinieri hanno messo in atto perquisizioni nelle abitazioni di residenti che ritengono coinvolti a vario titolo nell’omicidio. Impiegati diverse pattuglie e un elicottero dei forestali per monitorare la situazione dall’alto.

Perquisizioni a tappeto ad Alatri Tensioni all'ospedale di Alatri Omicidio di Thomas Bricca, indagini a 360 gradi Perquisizioni a tappeto ad Alatri Ad essere passate al setaccio, anche con l’ausilio di unità cinofile, la casa materna dei sospettati e un’altra casa che apparterrebbe ad altri membri dello stesso nucleo familiare. Le zone nelle quali, dalla mattina di lunedì 20 febbraio, si concentrano le ricerche a tappeto sono la località periferica di Alatri conosciuta come ‘le Fraschette’ e un’abitazione nei pressi della stazione. Si cercano indizi, ma anche la pistola che ha ucciso Thomas Bricca, un revolver, che potrebbe essere ancora nella disponibilità del killer o di un fiancheggiatore. I carabinieri sono in cerca anche dello scooter utilizzato dai due sicari per raggiungere la zona del Girone dove la sera del 30 gennaio Thomas Bricca si trovava in compagnia di alcuni amici. Oltre alle ricerche sul campo, gli investigatori passano al setaccio ogni dettaglio di quanto avvenuto nella giornata in cui il giovane è stato ucciso. ‘Il Messaggero’ riferisce di strani movimenti avvenuti all’esterno dell’ospedale San Benedetto di Alatri dove Thomas è stato portato subito dopo essere stato colpito. Secondo quanto avrebbero raccontato alcuni amici della vittima, due giovani si sarebbero presentati all’esterno dell’ospedale senza scendere dall’auto. Si sarebbe trattato di un ragazzo di carnagione scura mai visto prima ad Alatri e di un altro giovane che nei giorni precedenti aveva avuto un diverbio con Omar, il ragazzo di origini marocchine che ha dichiarato di essere il vero bersaglio dei sicari. A questo punto gli amici di Thomas sarebbero andati ad affrontare i due giovani in macchina i quali, dopo alcuni attimi di tensione, sarebbero andati via. Omar nei giorni scorsi ha fornito la sua versione agli investigatori e ha postato un lungo sfogo sui social. I fatti sono tutti da verificare, così come è da verificare la versione fornita da Omar secondo il quale la pallottola che ha ucciso Thomas sarebbe in realtà stata destinata a lui per motivi razziali. Le indagini degli inquirenti non escludono alcuna pista. Fra le ipotesi più accreditate c’è quella della screzi fra bande giovanili. Non si esclude anche che l’omicidio di Thomas sia il culmine di rivalità nate nell’ambito dello spaccio. Gli investigatori ritengono tuttavia che Thomas non fosse il reale bersaglio dei sicari: il ragazzo sarebbe stato al posto sbagliato nel momento sbagliato.


La dott.ssa Silvia Bassi, direttrice scientifica del Centro Studi Scienze Forensi, a proposito dichiara:

"Thomas era il vero bersaglio? Le indagini proseguono per rispondere ai dubbi, verificare le varie ipotesi e informazioni, capire il movente, cercare l'arma. Uno strumento molto utile alle indagini è l'autopsia psicologica, ossia "la ricostruzione retrospettiva dello stato mentale, della vita, dell’ambiente, della personalità di una persona scomparsa per comprendere in che misura le condizioni psicologiche della stessa possono aver svolto un ruolo nella genesi dei fatti che ne hanno determinato la morte, anche al fine di chiarire la causa che l’ha provocata"(Shneidman & Farberow, 1961; Shneidman, 1981; Bonicatto, Garcia Pèrez & Rojas Lòpez, 2006; Barbieri, Barbero & Paliero, 2013, 2014)."

A cura di

Alessandro Spano


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